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prof. Wout van Bommel
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prof. Gianni Forcolini
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arch. Fiorenza Conti
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prof. Aldo Bottoli
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prof. Aldo Bottoli
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arch. Angela e Gad Giladi
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prof. Tiziano Agostini
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Un tema di attualità che esperti, docenti universitari, psicologi, architetti e ingegneri hanno affrontato all’Auditorium Verdi del Centro Congressi Fiera di Verona, convegno dedicato all’influenza della luce sul benessere e sulla luce, sull’emotività e sullo stato fisico dell’Uomo. Un argomento interpretato in diverse chiavi di lettura, dalla biologia alla neuroscienza, dalla psicologia all’estetica, dall’ergonomia alla progettazione di sistemi in grado di favorire e conciliare tecnologia e comfort.
L’evento culturale si è caratterizzato per la figura del lighting designer, protagonista, ricercatore ed interprete di un processo di studio e conoscenza che trascende l’applicazione dei criteri operativi legati all’illuminotecnica fino ad arrivare a progetti, analisi, più differenti, di implicazioni usuali della luce. Il Gruppo Performance in Lighting, al quale appartengono all’azienda veronese produttrice di apparecchi e sistemi di illuminazione Prisma ed alle consociate SBP e Klewe, con il patrocinio di Aidi (Ass. italiana di illuminazione), ha ideato e promosso il convegno, rivolto a progettisti e professionisti del settore illuminotecnico, per confrontarsi sulle diverse tematiche e rendere la luce argomento di cultura e non solo di funzionalità.
Significativi gli interventi dei sette relatori moderati dell’ing. Dino Pellizzaro, direttore tecnico della rivista L’impianto Elettrico, che hanno offerto spunti di riflessione, con l’individuo che instaura con la luce una relazione emozionale attraverso le sue performances funzionali, tecniche ed espressive.
Il prof. Wout Van Bommel, (presidente CIE International Commission of Illumination), ha parlato degli effetti medici e biologici dell’illuminazione sul nostro corpo che provocano uno scompenso ormonale e immunitario, talvolta cerebrale, nonchè visivo, dalla mancanza di luce alla mancanza di sonno. Conseguenze negative sul proprio lavoro arrivano infatti a causa di una errata e scarsa illuminazione e quanto il ritmo di luce e ombra riflette e influisce sul nostro bioritmo.
Il prof. Gianni Forcolini, (lighting designer, consigliere Aidi e docente universitario presso la Facoltà del Design Politecnico di Milano) ha invece incentrato il suo intervento sui requisiti della luce diurna che agiscono favorevolmente sull’organismo, la quantità della luce eterocromatica, la composizione delle radiazioni di differente frequenza e la sua variabilità. Si aprono perciò nuove prospettive per l’architettura solare, l’illuminazione ad alta e bassa luminanza, l’illuminazione a spettro pieno e a spettro parziale.
I due architetti Serena Tellini e Francesco Iannone (lighting designers – Elda) hanno poi illustrato due loro progetti di illuminazione urbana, entrambi in Cina, quali la riqualificazione di una vecchia zona industriale a Pechino ed addirittura l’illuminazione di una piccola isola. Soluzioni e meccanismi che determinano scelte pratiche nella progettazione di illuminazione per spazi dove il benessere è un valore. Se il benessere è uno stato mentale e psicofisico – si chiedono - cosa lo induce? E quanto la luce artificiale può incidere sul nostro corpo? La bellezza può essere il tramite estetico per il nostro benessere? La luce artificiale come reale rapporto con la luce naturale.
L’arch. Fiorenza Conti, partendo dalla storia della illuminazione nella progettazione degli spazi dedicati alla salute e all’efficienza del corpo, nel corso dei secoli, prende spunto da un moderno centro benessere polifunzionale ideale, in cui allenarsi e rilassarsi nelle migliori condizioni possibili di comfort ambientale, significa anche “nutrirsi della luce”.
Il prof. Aldo Bottoli esperto del colore, (docente universitario Facoltà del Design Politecnico di Milano) ha evidenziato come la presenza della luce e del colore in tutti gli ambiti di attività dell’uomo è un dato di fatto: partendo dal presupposto che progettiamo per l’uomo, ma non lo conosciamo affatto, si arriva alla definizione del colore, che è un vero fenomeno psichico di percezione, puramente individuale, che non si vede. La luce e il colore non sono fenomeni naturali, ma costituiscono una costruzione culturale soggettiva.
Gli architetti e lighting designer israeliani (Elda) Angela e Gad Giladi hanno esposto in una loro esperienza progettuale gli effetti della luce, positivi, su comportamenti di bambini autistici e di persone colpite da malattie di demenza senile, Alzhaimer e depressioni. La diversa e corretta intensità di luce in determinati orari del giorno e della notte, può notevolmente migliorare le condizioni di questi pazienti.
Lo psicologo prof. Tiziano Agostini (Dipartimento di Psicologia Università di Trieste) ha infine illustrato la luce, ombra e colore, spiegati dalla psicologia di base all’ ergonometria cognitiva. Parlare della luce partendo dal soggetto che la percepisce non vuol dire limitare il discorso alla fisica, ma espanderlo nella direzione della psicofisica e della scienza della visione.